Mercoledì 07 Ottobre 2009 04:09

L'open source è software gratis?

Scritto da Stefano Chermaz
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Entriamo qui in un campo difficile, da affrontare con serietà entrando nel merito di sfacettature non sempre definibili. Il software open source è "nato" nel 1985, con la fondazione da parte di Richard Stallmann della "Free Software Foundation" ed il primo progetto importante fu GNU (GNU's not UNIX). Questo progetto non ha avuto rilevanza tecnica tale da portarlo al successo universale, però è stato il primo esempio di "scontro sociale" nel software tra il software proprietario e l'open source. Adesso GNU si ricorda principalmente per il tipo di licenza "liberale" GPL (GNU General Public Licence) con il cui schema vengono ancora oggi rilasciati moltissimi software liberi

 All'inizio del 1991 (per la cronaca, quando io ho iniziato a lavorare in questo settore) Linus Torvalds ha iniziato a lavorare su un sistema unix per i processori con architettura 386, che si affacciavano sul mercato come processori evoluti per i primi personal computer, rilasciando dapprima il kernel, che è la parte del sistema operativo che svolge le funzioni più importanti e che spesso noi programmatori tendiamo a dimenticare, quali la gestione della memoria, delle risorse disponibili e l'assegnazione degli spazi di esecuzione ai processi. Bene, LINUX è diventato ed è tuttora un sistema operativo di classe Enterprise, in certe distribuzioni completamente opensource, unico concorrente allo strapotere di Microsoft.

Il fatto che stona in questo discorso, peraltro bello da un punto di vista informatico, è che ovviamente finchè si gioca, tutto può rimanere gratis, ma, con lo strapotere di certe aziende, pensate veramente che Davide avrebbe potuto sconfiggere Golia? Proprio in questi ultimi anni abbiamo visto come le acquisizioni hanno fatto sparire quei pochi esempi reali di software open source, quali MySql (database splendido e non secondo a nessuno per potenza di elaborazione) acquisito da SUN che, guarda caso, è anche proprietaria di Oracle, che MySql stava insidiando in termini di volumi.

 In questo modo, MySql ha rilasciato pacchetti di supporto a pagamento, per fornire gli strumenti interattivi necessari al mantenimento di database in ambienti Mission Critical, che, nel caso di software proprietario, vengono normalmente inclusi nel pacchetto venduto. (confronta MySql Enterprise con la Management Console di Microsoft) Ma la parte che a me fa più pensare è la necessità di fornire pacchetti di supporto per mascherare invece un modello di licenza assolutamente commerciale. Esistono software eccellenti, che avrebbero mercato anche con un sistema di licenza commerciale, che invece, sotto la falsa bandiera dell'open source cercano successo vendendo supporto.

Ora, a me è capitato di lavorare con uno di questi. Vi assicuro che il supporto non era facoltativo, ma obbligatorio, (e parliamo di 15/30000 euro anno, a seconda del numero di processori del server... chissà perchè, a me sembra un modello già sentito nelle licenze commerciali, mah...) in quanto l'assoluta mancanza di documentazione non consentiva di effettuare neanche le operazioni più elementari senza sentire qualcuno via mail o skype (siamo nel mondo Java e dei BPMS...)

Ed è proprio la carenza di documentazione che a me fa pensare. Normalmente, quando i progetti sono ben strutturati, vi può essere documentazione scadente, ma non assenza, o ridotta a semplici printscreen delle maschere, con spiegazione raffazzonata dei valori dei campi. Una documentazione così fatta indica che non c'è stato un minimo sforzo di progettazione, e quindi che il progetto, se portato a livello Enterprise, è quantomeno rischioso.

Bene, per oggi mi fermo qui, continuerò in futuro con il solito tema: meglio Microsoft o Linux?

Ultima modifica Giovedì 08 Ottobre 2009 09:24
Stefano Chermaz

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