Pillole di socialmedia

Il declino della home page

http://www.skande.com/declino-home-page-201407.htmlC’è ancora molta gente legata a vecchi schemi, il sito web come catalogo, si parte dalla prima pagina (home) per sfogliarlo seguendo un percorso in base alle proprie esigenze. Anche i quotidiani on-line fanno questo errore, la tradizione giornalistica della “prima pagina” sulla carta stampata è ancora ben presente in loro. I recenti dati mostrano una realtà ben diversa, prendiamo ad esempio l’ultimo rapporto commissionato dal New York Times, per capire come si sta muovendo il mondo dell’informazione digitale. I flussi dei lettori si stanno spostando dalla home page alle informazioni condivise sui social network. Il calo, come potete vedere dal grafico, è enorme e porta ad una considerazione: queste nuove tecnologie sociali hanno liberato le persone dai canali informativi e reso liberi di lasciarsi trascinare dalla conversazione e dalla condivisione. A parte tutte le considerazioni rispetto al peggioramento della qualità dell’informazione che da ora predilige quello che più fa presa nel pubblico. Da questo momento, chiunque comunichi; blog, quotidiani, siti corporate, ecc. non possono fare a meno di considerare la conversazione e la propria community, una risorsa da coltivare e da viziare con informazioni che li sappiano coinvolgere. La pagina di atterraggio non sarà più la home ma la singola news, che dovrà contenere tutte le informazioni per catturare l’utente ad una più completa navigazione alla scoperta del resto.

Il potere delle conversazioni è solo all’inizio, questi strumenti diventeranno sempre più accessibili e il potere di canalizzare l’informazione sarà sempre più in mano delle persone che, attraverso la conversazione e la condivisione, indirizzeranno il loro seguito verso quello che riterranno rilevante. Non voglio espormi nel dire che sia un bene ma conoscere cosa ci aspetta significa prendere le opportune contromisure. Via skande.com

 

Gestione di una crisi: 6 punti da cui ripartire

http://www.apclick.it/gestione-di-una-crisi/Di clienti, si sa, ce ne sono di vario genere e, proprio su APclick.it, te ne ho parlato e ti ho messo in guardia, negli scorsi mesi.

La cosa che generalmente si tende a dimenticare è che, come clienti (paganti), vanno accontentati, vanno coccolati e vanno resi partecipi. Chiunque siano e qualunque carattere essi abbiano!

Probabilmente, preso dal volume di impegni che si era venuto a creare, in maniera del tutto involontaria, ho confuso un aspetto (in fase di comunicazione sui social) che il cliente riteneva importante e che io ho clamorosamente mancato. Ammetto che, in quel momento, avrei preferito sbattere ripetutamente il mignolo del piede sull’angolo del letto ma, c’ero dentro, frittata fatta, e non potevo certo tirarmi indietro anzi, solo recuperare alla cavolata. Via apclick.it

 

Twitter Diversity Report: costruire un’azienda di cui possiamo essere fieri

http://www.twitterb2b.it/twitter-diversity-report-costruire-unazienda-di-cui-possiamo-essere-fieri/Con Twitter abbiamo l’obiettivo di raggiungere ogni persona sulla terra. Crediamo che questo obiettivo sia più facilmente raggiungibile con un team che comprende e rappresenta differenti culture ed esperienze.

Così Twitter introduce il suo Diversity Report annuale, da cui (nessuna sorpresa) si evince che anche questo social sia diretto da uomini.

Attualmente la leadership del team di Twitter è al 79% maschile, ed in generale, l’azienda è al 70% composta da uomini. Ultimamente Twitter si è attivata per correggere la situazione, inserendo delle donne in alcune figure chiave. twitterb2b.it

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