Contenuti per il blog, le novità di Foursquare e strumenti per presidiare il social ad azienda chiusa

La differenza tra banale e non originale

http://www.mysocialweb.it/2014/08/04/contenuti-per-il-blog/?utm_content=buffereaf1c&utm_medium=social&utm_source=twitter.com&utm_campaign=bufferQuando devi creare nuovi contenuti per il blog i dubbi ti assalgono: sarò originale? Riuscirò a emergere e a essere speciale? Domande interessanti. Soprattutto quando la concorrenza è agguerrita.

Nuovi blog sorgono ogni giorno. Mentre la stampa affonda, i blogger navigati prendono il largo con una strategia ben precisa: innovare. I contenuti per il blog devono fare la differenza. Devono essere unici, capaci di sedurre un lettore e di portarlo verso la fidelizzazione.

Creare ogni giorno contenuti per il blog non è semplice. Ma essere speciale non vuol dire per forza rimodellare il mondo. Per creare contenuti di qualità basta affrontare concetti non originali in modo originale.

Ieri, grazie alla collega e amica Valentina Falcinelli, ho incrociato un concetto fondamentale per un blogger. Questo concetto lo trovi nel granitico post di Neil Patel pubblicato su KissMetrics:

Via mysocialweb.it

 

 

 

 

 

Perchè Foursquare ha fatto autogol

http://www.wired.it/mobile/app/2014/07/30/lautogol-di-foursquare/Con l’addio ai check-in e la nascita di Swarm, l’app rischia di perdere gran parte dei suoi utenti.

C’era una volta un’app che aveva due anime. Due anime che convivevano pacificamente tra loro, finché un bel giorno qualcuno decise di separarle per guadagnare di più da ognuna di esse. Col risultato di snaturare l’idea originaria dell’app e di perdere la fiducia dei fan.

Questa è, a grandi linee, la storia di Foursquare, l’app di geolocalizzazione fondata nel 2009 da Dennis Crowley e Naveen Selvadurai. Le due anime sono la possibilità di fare check-in nei vari posti (e la relativa gamification con tanto di punti, badge, classifiche tra amici) e le informazioni (con consigli stile Tripadvisor) sui suddetti luoghi. Tra alti e bassi, Foursquare si è costruita uno zoccolo duro di 45 milioni di utenti, ma, negli ultimi mesi, i dirigenti hanno pensato di superare la recente fase di stallo dividendo l’app in due. È nata così Swarm, dedicata solo alla parte check-in, mentre Foursquare, che a breve cambierà look e logo, si occuperà della parte recensioni.

Crowley ha spiegato la mossa affermando che quasi tutti usavano Foursquare solo per fare i check-in o solo per le recensioni, e quindi bisognava separare i target per poter aumentare i ricavi. “In questo modo, nel 2014 raddoppieremo gli introiti rispetto al 2013», ha aggiunto.

A parte il fatto che l’analisi di Crowley e soci appare affrettata (chi vi scrive, per esempio, utilizzava consigli e informazioni su ristoranti, bar e luoghi pubblici, pur divertendosi con i check-in e la gamification), la scelta si è rivelata ben presto un boomerang. Swarm, infatti, lanciata qualche mese fa e “obbligatoria” da circa una settimana, ha sofferto fin da subito di una serie di difetti congeniti gravi. Bug e crash frequentissimi ne hanno minato l’utilizzo nelle prime settimane di vita. Anche una volta risolti, l’app si è mostrata lenta, poco intuitiva, difficile da utilizzare, casuale. È sparita la possibilità di diventare “sindaco” di una location e la competizione con gli amici si riduce al conteggio dei check-in (peraltro difficile da trovare). A detta degli esperti, inoltre, l’app consuma molto più traffico dati rispetto al “vecchio” Foursquare. Wesley Verhoeve di Gntlmn.com ha mostrato in un tweet che il rating nell’App Store di Foursquare è ora di 1,5 stelle (su 5), mentre tutte le versioni pre-Swarm avevano una media di 4 stelle.

Perchè Foursquare ha fatto autogol

 

Se l’azienda va in vacanza: 6 strumenti per presidiare i canali social a uffici chiusi

http://www.eventreport.it/stories/aperimarketing/100099_se_lazienda_va_in_vacanza_6_strumenti_per_presidiare_i_canali_social_a_uffici_chiusi/In generale poi l’abitudine a visitare un canale si crea soprattutto con una presenza prolungata nel tempo: un mese di assenza può portare il pubblico a seguire altre pagine che parlano degli stessi argomenti e che magari hanno avuto un po’ di accortezza in più nel proporre nuovi contenuti.Chi rimarrà ad agosto in ufficio magari mi starà maledicendo, ma stando così le cose è indispensabile mantenere sui social media un presidio, magari discreto, ma costante.Per fortuna ci sono diverse applicazioni che possono aiutare nell’ingrato compito chi vuole staccare completamente dall’attività lavorativa, chi è rimasto in sede e chi si dedica all’attività social per poco tempo al giorno, magari in mobilità.

In questo modo, come avrete trovato un dogsitter per il vostro animale domestico, per i social network potrete usare alcuni programmi come dei veri e propri #SocialSitter.Parliamo ad esempio delle app che permettono di programmare i post: su Facebook è in realtà un’applicazione nativa, mentre per Twitter esiste Tweetdeck.

Se utilizzate solo questi due canali potete già schedulare una serie di post per il periodo estivo secondo il vostro piano editoriale.Se gestite più canali vi serviranno invece strumenti più avanzati, come Buffer o Hootsuite, che permettono di pubblicare agevolmente un contenuto su più social media e, ovviamente, programmarlo nel tempo.In aggiunta potete creare regole automatiche con IFTTT, acronimo di If This Than That, un’app sia web che mobile che permette, ad esempio, di condividere automaticamente una foto su Twitter se questa viene postata su Instagram, o di pubblicare in automatico su LinkedIn tutti gli aggiornamenti di Facebook.

Se l’azienda va in vacanza: 6 strumenti per presidiare i canali social a uffici chiusi

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